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UNRAE / Casadei chiede fiscalità a vantaggio di cittadini e imprese

Roma - “Oggi più che mai il ruolo dell’automobile nel sistema di trasporto individuale richiede una riforma strutturale: una fiscalità e costi di gestione – a cominciare dalle assicurazioni – basati sull’uso e non sulla proprietà dei veicoli; una politica coordinata di rinnovo del parco delle autovetture, dei veicoli da lavoro e degli autobus per una maggiore sicurezza e un ambiente più pulito; una sostanziale semplificazione burocratica a beneficio di tutti, in particolare dei consumatori”. Loris Casadei, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione che rappresenta le Case automobilistiche estere che operano nel nostro Paese, ha così commentato l’attuale momento del mercato italiano dell’auto, al termine dell’Assemblea Annuale dei Soci, svoltasi ieri a Roma. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle 48 Case estere che commercializzano i prodotti di 63 marchi di auto, veicoli commerciali e industriali, bus, caravan e autocaravan, che nel loro insieme coprono il 70% del mercato delle auto e il 50% di quello dei veicoli da trasporto e lavoro, con un fatturato di circa 41 miliardi di euro, una rete di vendita di 3.000 concessionari e 100.000 occupati. Casadei, nel commentare il quadro attuale del mercato ha ribadito come quest’ultimo potrebbe ricevere un contributo di crescita importante se si mettesse mano al riordino della normativa fiscale sulle auto aziendali, allineandola a quanto avviene negli altri Paesi europei, che potrebbe condurre all’immatricolazione di 100.000 vetture aggiuntive all’anno. Inoltre, ha ricordato come l’UNRAE abbia più volte sostenuto che la razionalizzazione dei costi d’uso delle automobili sia un passo necessario, per fare in modo che l’onere (e il conseguente gettito fiscale) sia equamente distribuito in base all’effettivo uso del veicolo, considerando poi come imprescindibile la massima attenzione all’ecologia, privilegiando la vendita e l’uso di veicoli a basso impatto ambientale. Ed in merito all’uso dell’automobile, il Presidente Casadei, ha sottolineato come la recente indagine europea sui costi dell’assicurazione abbia evidenziato il notevolissimo divario fra l’Italia e gli altri grandi mercati ed abbia messo in risalto come sia preoccupante il fatto che questo genere di confronti, come l’assicurazione, come i passaggi di proprietà o come la fiscalità delle auto aziendali, ponga sistematicamente in evidenza lo scarto negativo esistente fra l’Italia e gli altri Paesi europei. Nel corso dell’Assemblea è stato analizzato in profondità l’andamento del mercato delle auto. Ne è emerso che le immatricolazioni fino al 31 marzo, quando ancora vigeva il regime degli incentivi, hanno fatto registrare un trend su base annuale vicino alle 2.300.000 unità. Al contrario, nei mesi di aprile e maggio le immatricolazioni sono crollate ad un ritmo annuale di 1.780.000 unità. “Un trend di questo tipo ha – ovviamente – conseguenze molto serie, non solo per l’intera filiera automotive – ha sottolineato Gianni Filipponi, Direttore Generale dell’UNRAE – ma anche per il PIL e per le stesse entrate dello Stato, rappresentando quasi 2 miliardi di IVA in meno all’anno”. E’ stato anche rilevato che il mercato dei veicoli commerciali rimane su livelli certamente bassi, scontando la mancanza di segnali positivi di ripresa dell’economia. Nel settore dei veicoli industriali, poi, la crisi si conferma decisamente più pesante. Tanto che la Sezione Veicoli Industriali dell’UNRAE ha affidato all’Associazione il compito di sviluppare un progetto speciale teso a sensibilizzare il mondo politico e l’opinione pubblica sulla necessità, ai fini della sicurezza e dell’ecologia, di rinnovare il parco circolante dei veicoli da trasporto.

 

 

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