Milano - ll DNA di BMW Group è caratterizzato da innovazione e ricerca. Due elementi costitutivi che hanno permesso a BMW Group di essere riconosciuto, per il quinto anno consecutivo, come l’azienda automobilistica più sostenibile del mondo dal Dow Jones Sustainability Index. Di seguito, alcune delle iniziative più importanti in tal senso. Dal 2001 l'Elica supporta l’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano e in questi nove anni ha sostenuto le ricerche sulle cellule staminali adulte del cervello con oltre un milione e mezzo di euro. Queste ricerche rafforzano la convinzione che la medicina rigenerativa che utilizza cellule staminali neurali può diventare un utile strumento terapeutico per la cura delle malattie neurologiche. Inoltre questi studi hanno un interessante e promettente campo di utilizzo anche nella traumatologia conseguente a incidenti stradali. Altrettanto impegno va posto nell’educazione stradale dei conducenti e nella loro formazione. Per questo motivo a Monaco di Baviera esiste da 30 anni una scuola di guida sicura per le auto e una per le moto. Per quello che riguarda lo sviluppo infrastrutturale, il progetto “Strade più sicure” – nato nel 2007 in collaborazione con la Facoltà del Design del Politecnico di Milano e la Fondazione 3M – ha l’obiettivo di identificare soluzioni innovative per migliorare la circolazione dei veicoli a due ruote all’interno delle città. Oggetto dell’analisi sono state le strade, le intersezioni, la segnaletica stradale e gli elementi di arredo urbano all’interno delle aree urbane. Ma non è finita: “Sixth Sensor” è un progetto che si propone come sistema di rilevamento e segnalazione di veicoli in arrivo in prossimità di incroci con scarsa visibilità. Il sistema si propone di operare in tutte quelle situazioni in cui la conformazione della strada non permette la visibilità completa dell’incrocio. Il progetto “i-Ciuffo”, invece, permette di sostituire i dissuasori rigidi alla sosta, con un sistema composto da cilindri in polimero, che si pone la duplice funzione di prevenire gli incidenti (sicurezza attiva) e limitare i danni ai motociclisti in caso di scivolata e conseguente urto (sicurezza passiva). Il progetto ‘Street that lives’ nasce invece per risolvere il problema della difficile visibilità di fratture o buche nell’asfalto che possono, in special modo per i motociclisti, essere fonte di pericolo. Non essendo possibile evitare che le buche si formino e non potendo, in molti casi, intervenire immediatamente, la soluzione proposta è quella di inserire uno strato intermedio di colore contrastante nell’asfalto che renda visibile la buca appena si forma, in modo da consentire al motociclista di evitarla.


