
Milano – Chiusura molto negativa per il mercato italiano dell’auto: a dicembre le unità immatricolate sono 111.212, con una flessione del 15,3% rispetto a dicembre 2010 (che aveva totalizzato 131.298 unità, il 21,1% in meno di dicembre 2009). I volumi complessivi di immatricolazioni per il 2011 si attestano quindi a 1.748.143 unità, con una contrazione del 10,9% sul 2010. Secondo l’anticipazione dello scambio di dati tra ANFIA e UNRAE, a dicembre i contratti siglati sono circa 135.000, ovvero all’incirca il 18% in meno rispetto dicembre 2010. Nell’intero 2011 i contratti siglati ammontano a quasi 1.732.000, il 2,5% in meno rispetto al 2010. Le marche nazionali, nel complesso, totalizzano a dicembre 31.829 immatricolazioni (-21,2%), mantenendo una quota di mercato del 28,6%. I marchi di Fiat Group Automobiles (escludendo Ferrari e Maserati) totalizzano 31.699 immatricolazioni nel mese (-19,8%), con una quota di mercato del 28,5%. Nel 2011 i volumi immatricolati dalle marche nazionali nel loro complesso si attestano a 518.658 unità (-13,7%) e la quota di mercato è del 29,7%. Risultati positivi, nel 2011, per i marchi Alfa Romeo (+12%) e Jeep (+117,7%). Risulta profondamente modificata la composizione del mercato: aumentano, infatti, sia in valore assoluto (+6,7%) che in termini di rappresentatività (dal 46,2% al 55,4%) le autovetture diesel mentre scendono dell’80% quelle alimentate a GPL e del 42% quelle a metano che complessivamente hanno rappresentato il 5,4% del mercato 2011 contro il 17,6% dell’anno precedente. A fronte di una domanda dei privati che si contrae del 17,4% rispetto al 2010, gli acquisti delle società di noleggio sono aumentati del 7,6% e hanno guadagnato circa 2,5 punti percentuali di quota come pure quelli effettuati dalle Aziende nonostante un incremento, in termini assoluti, più contenuto (+3,4%). Particolarmente significativa la caduta della domanda di autovetture dei segmenti cosiddetti di ingresso A e B che rappresentano solitamente il 60% del mercato e che nell’anno appena trascorso hanno registrato flessioni di molto superiori alla media del mercato: il segmento A-piccole - 23%, mentre il segmento B- utilitarie –15%.