Roma - L’analisi approfondita delle immatricolazioni dei primi sei mesi del 2010 propone uno spaccato del mercato italiano dell’auto che consente un’unica chiave di lettura: il mercato accusa i sintomi di una crisi che si prospetta più profonda e duratura di quanto atteso. Gli analisti dell’UNRAE, l’Associazione che rappresenta le Case estere operanti in Italia, hanno ritenuto opportuno proporre i dati in modo disaggregato, poiché i sei mesi iniziali dell’anno, nel nostro Paese, sono staticaratterizzati da un 1° trimestre che, di fatto, è stato la “coda” dell’intero 2009, per via delle consegne di vetture che hanno goduto degli incentivi. Il secondo trimestre, caratterizzato dall’assenza di sostegni di Stato alla rottamazione e all'acquisto del nuovo, con 495.676 targhe, proietta invece un valore annuo di 1.840.000 unità. Di fatto, il 1° trimestre dell’anno, seppur sostenuto dalla fase conclusiva degli incentivi statali, si è chiuso con un consuntivo di immatricolazioni di un soffio superiore (1,1%) alla media registrata, per lo stesso periodo, nel quinquennio precedente (2005-2009). Lo stesso confronto, invece, operato sulle immatricolazioni del 2° trimestre 2010, mette in evidenza una flessione pari al 20%. Parlando di alimentazione, fra il 1° ed il 2° trimestre, le motorizzazioni diesel hanno recuperato quasi 10 punti di quota, passando dal 38,68% al 48,43%, mentre le bifuel benzina-GPL e benzinametano sono scese, nel loro insieme dal 30,79% all’11,84%. Dal canto loro, le motorizzazioni a benzina sono risalite dal 30,23% al 39,54%. In pratica, la decisione governativa di non sostenere più le motorizzazioni a basso impatto ambientale (GPL e metano) ha quasi riportato le immatricolazioni di questa tipologia di motorizzazione ai livelli del 2008. Analizzando il mercato in base alla tipologia di carrozzeria, si segnala un cambio di tendenza: considerato l’influsso degli incentivi per determinate categorie di vetture, il confronto evidenza la parziale tenuta delle “piccole”, da sempre il segmento degli italiani.


