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MOODY'S / Il mercato dell'auto è in ripresa, ma i rischi restano elevati

MoodysLa ripresa del settore automobilistico appare più forte di quella dell’economia in molte regioni sulla spinta della domanda e dei prezzi, ma questo non significa assenza di ostacoli. Così un rapporto dell’agenzia Moody’s, che lo scorso 19 maggio ha alzato l’outlook del settore auto da stabile a positivo. "Rispetto a dove l’industria si trovava un anno fa - afferma Falk Frey, senior vice president di Moody’s corporate finance group - l’inversione delle vendite a livello di volumi, domanda e, in misura minore, prezzi, è stata più rapida di quanto avevamo previsto, ma restano molte sfide sulla via della ripresa a seguito della peggiore crisi della domanda attraversata dal settore dopo la seconda guerra mondiale". Tra le ragioni alla base della ripresa del settore auto Moody’s identifica la riduzione di elevate capacità negli USA a seguito di ristrutturazioni con Chrysler assorbita da Fiat e General Motors e Ford che hanno snellito il numero dei loro brand. L’utilizzo delle capacità a livello globale è salito dal 66% al 72%, anche se deve raggiungere l’80% affinché l’industria operi in breakeven. Le sovraccapacità strutturali continuano a essere un problema invece in Europa, dove gli interventi dei governi hanno spesso impedito gli sforzi dei costruttori per chiudere impianti e razionalizzare la produzione. Secondo Frey, "un altro fattore positivo è l’aumento della domanda, salita del 13% tra gennaio e aprile 2010 su base annuale grazie alla spinta dei mercati americano, cinese ed emergenti come India e Brasile". Malgrado questi segnali positivi Moody’s evidenzia comunque che i rischi restano elevati. "La crescita dei prezzi delle materie prime potrebbe frenare i margini verso fine 2010 - prosegue Frey - inoltre le preoccupazioni sul debito sovrano potrebbero rallentare la ripresa, frenare le spese dei consumatori e avere un impatto sui finanziamenti". Moody’s rileva anche l’esistenza di differenze regionali con i costruttori tedeschi che saranno sostenuti dalla ripresa del mercato dell’auto USA e dell’economia americana. Case attive nel segmento premium come Daimler e BMW stanno inoltre traendo vantaggio dalla forza delle vendite in Cina, mentre, in Europa, la situazione appare fosca per il mercato dell’auto in Germania e in Italia a causa degli effetti negativi legati alla fine degli incentivi. Moody’s comunica anche di aver migliorato le proprie stime sul mercato dell’auto in Europa occidentale nel 2010: da un calo del 15% a un calo del 12%, mentre per il mercato cinese è atteso +20% e per quello indiano +15%. Infine, sull’elettrico, l’agenzia rileva che "è ancora in fasce a fronte degli elevati costi delle batterie e degli elevati investimenti per infrastrutture affidabili e per migliorarlo, che assieme alla bassa domanda, limiteranno la capacità di generare profitti nel breve-medio termine". Secondo Moody’s la penetrazione di mercato dei veicoli elettrici dipenderà così principalmente dal sostegno che i governi sono disposti a concedere per promuovere il comparto dell’auto elettrica.
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