
MILANO - Secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti in maggio i trasferimenti di proprietà di vetture usate sono stati 351.678, con un calo del 19,16% rispetto allo stesso mese del 2008. Anche per il mercato delle auto nuove l’andamento di maggio è stato negativo, ma il calo è contenuto nell’8,59%. La domanda di auto usate è quindi in questo momento più penalizzata di quella di vetture nuove. La ragione – spiega Franco Oltolini, direttore di CarNext Italia, società specializzata nella vendita di auto usate provenienti dalle flotte in noleggio a lungo termine di LeasePlan Italia – emerge chiaramente da una rilevazione condotta dal Centro Studi Promotor sui concessionari da cui risulta che gli incentivi attualmente in vigore sono indicati dal 94% dei concessionari come il principale fattore di sostegno della domanda di auto nuove, ma gli stessi incentivi sono indicati dal 71% dei concessionari come il principale elemento di freno della domanda di auto usate”. In questo momento – spiega Franco Oltolini – è evidente che cumulando, come la legge consente, incentivi alla rottamazione e incentivi per le vetture cosiddette “ecologiche” si possono ottenere sconti veramente eccezionali e questo penalizza il mercato dell’usato che risente pesantemente della concorrenza del nuovo agevolato. Questa situazione riguarda però soprattutto le vetture dei segmenti più bassi, mentre per le vetture di classe media e superiore la penalizzazione costituita dagli incentivi al nuovo è meno evidente. Ciò vale in particolare per le auto ancora “fresche”, come quelle che provengono dalle flotte aziendali che in genere hanno una anzianità non superiore ai tre anni. Queste auto, nella cui vendita CarNext è specializzata, riescono a mantenere, nonostante le difficoltà dell’economia, un discreto appeal sui clienti in quanto offrono garanzie di affidabilità sia perché sono state sottoposte a sistematici programmi di manutenzione sia perché la loro percorrenza è garantita. È del tutto evidente – dice Franco Oltolini – che, per le auto usate, al di là di segmenti di mercato che conservano ancora buone possibilità di commercializzazione, esiste una situazione che, in questa fase, appare decisamente peggiore di quella delle vetture nuove. Sempre dalle inchieste del Centro Studi Promotor, dice Oltolini, emerge infatti che per i concessionari stanno aumentando le giacenze di usato invenduto e tende a ridursi il traffico di visitatori nelle aree destinate all’esposizione e alla vendita.