Bourg-en-Bresse - Il Presidente di Renault Trucks, Stefano Chmielewski, ha inaugurato nei giorni scorsi la linea d’assemblaggio sperimentale “Ibridi, energie alternative e sviluppo” nello stabilimento di Bourg-en–Bresse. Sviluppato nel quadro di un progetto che vede coinvolti numerosi partner e garantito dal polo di competitività Viameca, questa linea sarà la prima nel mondo del veicolo industriale a consentire lo sviluppo e l’industrializzazione dei futuri veicoli industriali.
L’anno 2013 segnerà l’entrata in vigore delle norme europee Euro 6 riguardanti il disinquinamento dei motori diesel. Renault Trucks, per far fronte a questa sfida tecnologica, si è associata con numerosi partner per sviluppare un nuovo concetto di linea di sviluppo e d’industrializzazione, capace di adattarsi a delle tecnologie di veicoli di varie tipologie oltre al diesel Euro 6 o, ancora, alle soluzioni a energie alternative: la linea HD&L (Hybrid, Alternative Energy and Development Line). Questo progetto, lanciato nel 2008, ha consentito l’elaborazione di una linea ridotta di modellistica, allo stesso tempo flessibile e rappresentativa delle procedure d’assemblaggio delle linee di serie adattate alle difficoltà di fabbricazione delle future gamme del costruttore e dei suoi veicoli a energie alternative. Renault Trucks ha approfittato di questo progetto per migliorare il rendimento energetico dell’edificio che ospita la linea H&DL integrando un nuovo sistema di calore, dei pannelli fotovoltaici così come un nuovo sistema di illuminazione naturale e intelligente. I prossimi mesi vedranno Renault Trucks e i suoi partner (Anci, A+Tourtellier Systemes, Ifma e Arts) succedersi in questa installazione per studiare e concepire modelli di gestione, di organizzazione e di eco-concezione prima di una loro validazione tecnica finale. Quest’ultima sarà realizzata da Renault Trucks con il supporto dei veicoli prototipi prefiguranti le nuove gamme del costruttore. Il progetto approvato dal polo di competitività Viameca rappresenta un investimento globale di 10,5 milioni di euro e beneficia di un aiuto finanziario dello Stato, della Regione Rhone-Alpes e del Departement de l’Ain.



